Due sguardi sul Colle

Valdo Spini e Stefano Folli alla mansarda Pertini a Roma
Valdo Spini e Stefano Folli alla mansarda Pertini a Roma

Sarà il 2029 l’anno della scadenza del secondo Settennato di Sergio Mattarella è lontano quattro anni. E a quattro anni dalla prima chiama per l’elezione alla prima carica istituzionale della Repubblica, il tema della presidenza è già sulle prime pagine dei giornali ed alimenta i dibattiti sul ruolo del prossimo Capo dello Stato. Un paio in particolare meritano la nostra attenzione. Il primo è quello che si è svolto nella residenza di Sandro Pertini, nella mansarda di Piazza Fontana di Trevi dove il presidente Pertini ha deciso di continuare a risiedere durante i sette anni passati al Quirinale. Si è trattato della presentazione del libro di Valdo Spini “Sul Colle più alto” (Solferino, 2022 pp. 256). A parlarne lo stesso Valdo Spini e Stefano Folli. Insieme hanno passato in rassegna la storia dell’istituzione e delle figure che hanno ricoperto la prima carica dello Stato, passando anche, tra aneddoti e pezzi di storie, alle dinamiche di un dialogo non sempre facile con l’esecutivo e le altre cariche. Napolitano, Saragat, ovviamente Pertini sono stati i ritratti del cosiddetto “potere a fisarmonica” che contraddistingue il ruolo della Presidenza della Repubblica. Nel corso dell’incontro alla mansarda Pertini si è parlato anche della figura di Gronchi e la sua figura è stata al centro di un convegno organizzato dal’Associazione Vittorio Bachelet a 70 anni dalla sua elezione. Alla presenza di Sergio Mattarella, le relazioni di Fabio Pinelli, Margherita Cassano, Renato Balduzzi, Agostino Giovagnoli, Daniela Piana, Sandro De Nardi, Giorgio Grassi, Giovanni Tarli Barbieri, Antonmichele De Tura, Giulio Santini e Pasquale D’Ascola hanno permesso di gettare uno sguardo nuovo e più comprensivo sulla presidenza Gronchi soprattutto se proiettata al giorno d’oggi. Oggi non si possono avere istituzioni efficienti senza un dialogo tra poteri e classe politica e soprattutto senza una adeguata qualità culturale degli attori istituzionali. In secondo luogo va sottolineato il significato attribuito da Gronchi ai due principali organi di garanzia: Corte Costituzionale e Csm. Il terzo profilo riguarda invece il rapporto tra il giudice e la legge. Gronchi affermava che il giudice deve non soltanto interpretare la legge ma adattarla alle cangianti situazioni sociali. Balduzzi parla al riguardo di interpretazione costituzionalmente orientata, quanto basta per ragionare oggi sul disegno del domani.

Il Convegno del 1° aprile: Quale riforma per avere giustizia?

“Qualsiasi riforma che parta dal soffocamento dell’indipendenza e dell’autonomia della magistraturarenderà la Giustizia sempre più debole con i forti e impietosa con i deboli”. Ispirati da questa frase del fondatore Mario Almerighi, l’associazione Sandro Pertini – Isonomia organizza questo convegno presso il dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre.