Ha vinto la Costituzione

Mario Almerighi

di Leonardo Agueci

E alla fine ha vinto la Costituzione.
Quella che deve la sua forza e la sua longevità al sapiente e impareggiabile equilibrio tra i diversi poteri dello Stato, costruito in modo che nessuno tra loro potesse provare a prevaricare gli altri.
Quella che è stata scritta, nella formulazione che conosciamo, a seguito di un lungo e articolato confronto tra forze politiche e sociali assai diverse, ma alla fine capaci di raggiungere un intesa idonea a bilanciare i valori di cui ciascuna di esse era portatrice.
Quella che si è provato a stravolgere, in questa vicenda referendaria, con una riforma istituzionale, imposta unilateralmente da una sola parte politica, che pregiudicava pesantemente il consolidato equilibrio preesistente.
Riforma che mortificava la magistratura, qualificandola incapace di scegliere, con libere elezioni, le persone chiamate a governarne la vita e il ruolo istituzionale; che strappava il Pubblico Ministero dalla cultura e dall’esercizio della Giurisdizione, declassandolo a semplice “avvocato dell’accusa; che affidava la valutazione disciplinare di tutti i magistrati a un organismo di composizione e competenza indefinite e non sottoposto, a sua volta, al vaglio di alcun altro organo di Giurisdizione.
Ma, grazie al cielo, i cittadini, in numero inaspettatamente elevato, hanno compreso che questa riforma – al contrario di quanto era stato loro detto – non solo squilibrava fortemente i rapporti tra le istituzioni, ma incideva in modo molto negativo sulle reali problematiche della Giustizia.
E il chiaro esito del voto conforta anche coloro che si sono generosamente impegnati a far comprendere a tutti la reale portata delle modifiche che si è cercato di introdurre, smentendo le numerose false informazioni che sono state diffuse.
Grazie dunque al popolo italiano per la maturità e la autonomia di discernimento che ha dimostrato.